giovedì 12 febbraio 2015

CHE BOTTO !!!


l'esordio, per il neo tecnico Galeno, non poteva essere peggiore, una prestazione complessiva disarmante, senza attenuanti e difficile da digerire, da togliere il sonno.
A poco o nulla può servire la magra consolazione di un primo tempo discreto ed ordinato.
In vantaggio grazie ad uno svarione difensivo ben sfruttato da Alex, i Lupi resistevano indenni ai molti pericoli fino al colossale errore di Moritz che spianava, al Depo, la strada per una vittoria schiacciante quanto inappellabile.
La ripresa metteva a nudo tutti i limiti almisti e dopo 15" (dico quindicisecondi), Moritz reiterava l'errore riuscendo nell'ardua impresa di superare, per gravità e goffaggine, la disattenzione precedente.
Alla luce dell'andamento complessivo del match, ben più eloquente del pur perentorio risultato, invito gli affezionati lettori a non lasciarsi influenzare dalla descrizione delle défaillances del volenteroso e sempre disponibile Moritz, riducendo e semplificando le responsabilità globali di questa disfatta.
Se da un lato, infatti, onestà intellettuale vuole che si tenga nel giusto conto l'innegabile divario tecnico tra le due formazioni scese in campo martedì sera al Certosa, dall'altro non si può negare che c'è modo e modo di perdere e che una sconfitta non può e non deve MAI trasformarsi in resa incondizionata.
Molti degli "attori" in campo non saranno completamente d'accordo con questa disamina, anzi, dai commenti post-gara immagino addirittura punti di vista diametralmente opposti, ma invito tutti ad un'onesta autocritica.
Quando una gara ha serie probabilità di essere persa, lo spirito di gruppo dovrebbe imporre una disciplina ed un ordine tattico che regali dignità alla prestazione.
Se un compagno è in evidente difficoltà (vedi ad esempio il Moritz di martedì) si corre ai ripari, ci si affianca a lui, si serrano le fila (giustizia vuole che sia ricordato che Moritz ha agito da unico perno difensivo).
Se un portiere non è assolutamente in giornata, si cerca di proteggerlo evitandogli, almeno, il costante uno contro uno con Van Nee.
Quando il reparto offensivo è depotenziato, spuntato, impalpabile, si cerca la via della rete con un atteggiamento corale, da squadra, senza sortite individuali che magari ottengono una giocata da applausi ma rischiano di restare azioni isolate, fini a se stesse e utili solo ad alimentare un narcisistico ego.
Infine, quando le gambe non girano e la mente si appanna, l'esperienza dovrebbe imporre cautela e prudenza...
Tutto questo potrebbe essere interpretato come una critica troppo severa ed aspra ma negli occhi e nel cuore di chi scrive sono ancora nette e distinte le immagini di uno schianto doloroso e per certi aspetti mortificante.
Non si può, non possiamo dividere una partita in due e bearci di una frazione quando la seconda è stata una mattanza, è vero, nei primi 20' l'Ende ha tenuto botta, ha difeso bene e punto quando ha potuto, ha sofferto ed è riuscito a respingere le minacce...ma le partite durano 50' ed il crollo, l'implosione dei successivi 30' sono stati terribili.

Berto de Los Alvitos

  

1 commento:

  1. C'è ben poco da aggiungere, anzi.. direi nulla. La disamina è giusta. Da Presidente "Pereimen" in carica, praticamente, in eterno, voglio solo lanciare un messaggio.. la speranza che ognuno di noi (in primis il sottoscritto) faccia una personalissima autocritica/disamina.. una presa di coscienza su ciò che si può fare e ciò che NON si può (più) fare sul campo da gioco. Se diventiamo coscienti dei nostri limiti e mezzi, possiamo fare molto, fino a vincere il campionato di Apertura 2015.. se restiamo schiavi delle nostre pulsioni adolescenziali continueremo solo a vivacchiare fra batoste e qualche sparuta vittoriuncola casuale. FORZA ENDE, DAJE REGA!!!!

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